Creator marketing B2B: come scegliere il profilo più adatto alla tua azienda

Nel B2B, la scelta di un creator non dovrebbe basarsi solo sul numero di follower. Su LinkedIn, Instagram, Facebook, Tik Tok o altre piattaforme, un’azienda deve valutare soprattutto la qualità del pubblico raggiunto, la conoscenza del settore e l’autorevolezza che il creator ha costruito nel tempo.

Anche LinkedIn, ad esempio, sta andando in questa direzione. La piattaforma sta sviluppando nuovi strumenti come Creator Marketplace  per aiutare le aziende a individuare i profili in base a elementi come competenza, settore e caratteristiche del pubblico, oltre alle tradizionali metriche di visibilità. La funzionalità di Creator Marketplace  e Creator Discovery non sono ancora disponibili in Italia, ma mostrano come la ricerca dei creator stia diventando sempre più orientata alla qualità e alla pertinenza dell’audience.

Creator marketing B2B: come scegliere il profilo più adatto alla tua azienda

Il creator deve essere rilevante per il settore

Il creator deve avere una reale credibilità sugli argomenti che deve trattare.

Per esempio, un’azienda che opera nella cybersecurity dovrebbe distinguere tra un professionista che affronta il tema con continuità e competenza da  un creator generalista che tratta la tecnologia solo in modo occasionale. 

La domanda utile non è quindi solo “quanto è conosciuto?”, ma anche “per cosa è conosciuto?”

La qualità dei contenuti conta quanto i numeri

Un’azienda dovrebbe valutare anche come il creator costruisce i propri contenuti nel tempo.

La frequenza di pubblicazione, la profondità con cui affronta i temi, la capacità di spiegare argomenti complessi e la coerenza tra i diversi contenuti aiutano a capire se il creator ha costruito una presenza credibile oppure occasionale.

L’azienda dovrebbe quindi osservare non solo le performance dei singoli post, ma anche la qualità complessiva del percorso editoriale.

Come valutare la community di un creator

Un’azienda può ricavare molte informazioni osservando come il pubblico reagisce ai contenuti del creator.

I commenti, le domande, le condivisioni e il tipo di conversazioni che si sviluppano aiutano a capire se il creator riesce davvero a coinvolgere professionisti interessati ai temi trattati.

L’azienda può anche verificare se le interazioni arrivano da persone con ruoli decisionali, competenze specifiche o esperienze vicine al proprio settore. Questi segnali aiutano a distinguere una community semplicemente attiva da una community realmente interessante per una collaborazione B2B.

Il creator deve essere coerente con l’obiettivo della campagna

La scelta del creator dovrebbe partire sempre da una domanda: che risultato vogliamo ottenere con questa collaborazione?

Profili diversi possono infatti contribuire a obiettivi diversi. Un esperto riconosciuto nel proprio settore può essere utile quando l’obiettivo è rafforzare autorevolezza e credibilità. Un creator molto verticale può aiutare a raggiungere una nicchia precisa e particolarmente interessata a un determinato tema. Un professionista con una community più ampia, invece, può essere più adatto quando la priorità è aumentare la visibilità e la notorietà.

Per questo motivo, non conviene scegliere un creator solo perché ha un buon seguito o una forte presenza online. Prima si definisce l’obiettivo della campagna, poi si valuta quale profilo abbia le caratteristiche più adatte per contribuire a raggiungerlo.

Come valutare concretamente un creator

Prima di avviare una collaborazione, un’azienda può verificare cinque elementi:

  • Pubblico: coincide realmente con il target dell’azienda?
  • Competenza: il creator parla abitualmente di temi coerenti con il settore?
  • Interazioni: commenti e conversazioni arrivano da persone rilevanti?
  • Contenuti: tono, formato e qualità sono compatibili con l’azienda?
  • Obiettivo: quel profilo può contribuire davvero al risultato della campagna?
 

La ricerca del profilo giusto può richiedere tempo e competenze specifiche, soprattutto quando il mercato è molto verticale. Glik può supportare le aziende nella ricerca e nella selezione di creator coerenti con il target e con gli obiettivi della campagna, aiutando a costruire collaborazioni più mirate e strategiche. Contattaci per una consulenza

domande frequenti

FAQ: Frequently Asked Questions

Un’azienda dovrebbe valutare competenza, qualità dei contenuti, tipo di pubblico, continuità editoriale e coerenza con l’obiettivo della collaborazione.

Un creator verticale può essere più utile quando l’azienda vuole raggiungere una nicchia specifica. Un creator generalista può essere più adatto quando l’obiettivo principale è aumentare la visibilità.

Un’azienda può osservare la qualità dei contenuti, la continuità con cui tratta determinati temi, le esperienze professionali e il tipo di conversazioni che riesce a generare.

I follower restano un indicatore utile, ma non sufficiente. Nel B2B contano soprattutto la pertinenza del pubblico e la capacità del creator di parlare in modo credibile a una determinata nicchia.

Un’azienda può chiedere, quando disponibili, dati su composizione dell’audience, visualizzazioni medie, copertura dei contenuti e performance delle collaborazioni precedenti.

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