Con oltre un miliardo di utenti attivi ogni settimana, ChatGPT è ormai entrato nelle abitudini digitali di persone e professionisti in tutto il mondo. Gli utenti lo utilizzano per cercare informazioni, confrontare alternative, approfondire argomenti e trovare risposte sempre più specifiche alle proprie esigenze.
Un volume di interazioni che rende la piattaforma interessante anche dal punto di vista del marketing. Già dal 31 agosto 2026, le aziende idonee in Italia possono accedere in modalità self-service a ChatGPT Ads e creare e gestire campagne pubblicitarie attraverso Ads Manager.
A questa possibilità si affianca una novità presentata da OpenAI a settembre 2026: gli Sponsored Agents. Il formato introduce un approccio diverso rispetto al semplice annuncio, perché permette all’utente di avviare, a partire dalla pubblicità, una conversazione con un agente AI sponsorizzato dall’azienda.
La distinzione tra le due soluzioni è importante: ChatGPT Ads è già accessibile in Italia, mentre gli Sponsored Agents sono ancora in fase di test con un gruppo selezionato di inserzionisti negli Stati Uniti.
È proprio quest’ultimo format ad aprire un nuovo scenario per il marketing, in cui alla visualizzazione di un annuncio si aggiunge la possibilità di interagire direttamente con l’azienda all’interno di un ambiente conversazionale.
Oggi le aziende idonee possono utilizzare ChatGPT Ads per creare campagne pubblicitarie. Gli annunci vengono mostrati separatamente dalle risposte generate da ChatGPT e, per stabilirne la pertinenza, il sistema può considerare anche il contesto e l’intento della conversazione.
Attraverso Ads Manager, gli inserzionisti possono creare e gestire le campagne e monitorare dati come impression, clic, conversioni e molto altro.
La particolarità riguarda il contesto in cui viene mostrata la pubblicità: l’utente può vedere un annuncio mentre sta utilizzando ChatGPT per cercare informazioni, approfondire un argomento o valutare diverse possibilità.
Sui motori di ricerca gli utenti inseriscono generalmente una o più parole per trovare informazioni, prodotti o servizi. Con gli Sponsored Agents, invece, possono interagire con l’agente AI dell’azienda, formulando domande più articolate e aggiungendo progressivamente dettagli sulle proprie esigenze
Una persona interessata a un divano, per esempio, potrebbe specificare di avere poco spazio, di cercare un modello sfoderabile e di voler rimanere entro un determinato budget. Per le aziende diventa quindi importante comprendere quali domande, esigenze e dubbi accompagnano la scelta di un prodotto o di un servizio.
La pubblicità conversazionale introduce così un ulteriore punto di contatto tra aziende e potenziali clienti, accanto a motori di ricerca, social network e altri canali digitali.
ChatGPT Ads può già essere collegato ad alcuni strumenti utilizzati dalle aziende per gestire marketing, vendite ed ecommerce.
Tra le integrazioni già disponibili c’è quella con HubSpot che consente alle aziende di collegare il proprio account ChatGPT Ads al CRM, creare campagne, acquisire nuovi lead e analizzare le performance insieme agli altri canali pubblicitari.
Anche l’integrazione con Shopify è già stata lanciata: le aziende che vendono online possono collegare il proprio catalogo e i dati dell’ecommerce a ChatGPT Ads Manager, semplificando la creazione delle campagne e la misurazione dei risultati.
Gli Sponsored Agents non sono ancora disponibili per tutti gli inserzionisti, ma la sperimentazione permette già di osservare la direzione verso cui potrebbe evolvere la pubblicità all’interno degli assistenti AI.
Per le aziende può essere utile concentrarsi su alcuni aspetti:
La novità degli Sponsored Agents consiste soprattutto nella possibilità di trasformare un annuncio in un punto di partenza per una conversazione tra potenziale cliente e azienda.
In questo scenario, Glik può affiancare le aziende nell’evoluzione della propria strategia di marketing digitale, aiutandole a valutare nuovi canali, integrare l’intelligenza artificiale nelle attività di comunicazione e adattare la propria presenza online ai nuovi comportamenti degli utenti.
No. OpenAI specifica che gli annunci sono separati dalle risposte generate da ChatGPT e che gli inserzionisti non possono modificare o influenzare ciò che l’assistente risponde. La presenza di un annuncio non determina quindi il contenuto della risposta fornita all’utente.
No. La presenza degli annunci dipende anche dal piano utilizzato. Gli annunci possono essere mostrati agli utenti dei piani Free e Go, mentre i piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu non prevedono pubblicità.
Gli inserzionisti possono definire diversi parametri delle proprie campagne, ma non scelgono o leggono le singole conversazioni degli utenti. Il sistema di ChatGPT Ads determina la pertinenza degli annunci sulla base di diversi segnali, tra cui il contesto della conversazione.
Al momento non ci sono elementi per considerarlo un sostituto degli altri canali. ChatGPT Ads introduce un ulteriore ambiente pubblicitario, caratterizzato da un’esperienza basata sulla conversazione. Per le aziende sarà quindi importante valutarne i risultati insieme a quelli ottenuti attraverso motori di ricerca, social media e altri canali digitali.
OpenAI dichiara che gli inserzionisti non hanno accesso alle conversazioni degli utenti. Inoltre, le conversazioni non vengono condivise con gli inserzionisti per permettere loro di leggere ciò che una persona ha scritto a ChatGPT.
Come per qualsiasi altro canale pubblicitario, è necessario partire dagli obiettivi della campagna e analizzare i risultati. Clic, conversioni, costi e qualità dei contatti ottenuti possono essere confrontati con quelli degli altri canali per capire quale ruolo attribuire a ChatGPT Ads all’interno della strategia di marketing.
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