Seguire i trend online: opportunità, rischi e valore reale per i brand

Sui social network trend, format e conversazioni cambiano continuamente: un audio diventa popolare, un meme viene reinterpretato da centinaia di account oppure un argomento entra improvvisamente al centro dell’attenzione.

Seguire i trend online può aumentare la visibilità di un’azienda, ma non tutte le tendenze rappresentano un’opportunità. La vera sfida è capire quando sfruttarle e quando, invece, rischiano di produrre soltanto numeri senza valore.

Seguire i trend online: opportunità, rischi e valore reale per i brand

Perché i trend attirano l’attenzione

I trend funzionano perché concentrano, in un determinato momento, l’interesse di molte persone sullo stesso argomento o formato. Possono nascere da un evento, un contenuto virale, una notizia, un meme, un audio, una ricorrenza oppure da un nuovo modo di utilizzare una piattaforma. Per questo, inserirsi rapidamente in una conversazione già attiva può facilitare la scoperta di un contenuto e aumentare visualizzazioni e interazioni.

Per un brand, però, il vantaggio non sta semplicemente nel replicare ciò che fanno gli altri. Il trend diventa interessante quando viene reinterpretato attraverso il proprio settore: per raccontare un prodotto, mostrare una situazione familiare ai clienti o rendere più semplice un tema complesso.

Quando seguire un trend può essere utile

Un trend può avere senso quando permette di parlare a un pubblico realmente interessante per l’azienda e quando può essere adattato senza snaturare il tono di voce del brand.

Prima di partecipare, può essere utile chiedersi:

  • il nostro pubblico conosce o utilizza questo trend?
  • possiamo collegarlo in modo naturale al nostro settore?
  • il contenuto comunica qualcosa di utile sul brand?
  • è compatibile con il nostro tono di voce?
  • sappiamo quale risultato vogliamo ottenere?
 

Un’azienda B2B, per esempio, non deve necessariamente evitare format leggeri o ironici. Può utilizzarli per raccontare situazioni riconoscibili dai propri clienti o rendere più semplice un argomento tecnico. Se però il collegamento con l’attività aziendale deve essere spiegato a tutti i costi, probabilmente il trend non è quello giusto.

I rischi di inseguire ogni tendenza

La velocità dei social può creare la sensazione che sia necessario partecipare continuamente alle conversazioni del momento per non perdere visibilità.

Se i contenuti pubblicati cambiano continuamente stile, linguaggio e argomento in funzione di ciò che sta diventando virale, il pubblico può avere difficoltà a capire quale sia realmente l’identità del brand, infatti partecipare a ogni trend può rendere la comunicazione poco riconoscibile. 

Il rischio aumenta quando la partecipazione appare forzata; Utilizzare un meme senza comprenderne il significato, adottare improvvisamente un linguaggio lontano da quello abituale oppure arrivare su una tendenza quando è ormai superata può far percepire il contenuto come poco autentico.

Quando la viralità diventa fine a se stessa

Visualizzazioni, like e condivisioni sono indicatori utili, ma non raccontano da soli il valore di un contenuto.

Un video può raggiungere 200.000 persone e generare pochi risultati se il pubblico è lontano dal target dell’azienda. Al contrario, un contenuto con numeri più contenuti può portare visite al sito, richieste di informazioni, iscrizioni a un evento o nuovi contatti.

Per questo le metriche devono essere lette in funzione dell’obiettivo: 

  • Se l’obiettivo è awareness, possono essere utili copertura, visualizzazioni, nuovi follower e menzioni del brand.
  • Se l’obiettivo è engagement, diventano più significativi commenti, condivisioni, salvataggi e interazioni.
  • Se l’obiettivo è generare traffico, bisogna osservare clic e visite alle pagine interessate.
  • Se l’obiettivo è commerciale, contano soprattutto lead, richieste di contatto, opportunità generate e conversioni.

Un contenuto virale può essere un ottimo risultato. Ma soltanto se sappiamo perché volevamo che diventasse visibile.

Seguire i trend sì, ma con una strategia

I trend online possono aiutare un brand a rendere la propria comunicazione più attuale e ad aumentare la visibilità, ma devono rimanere uno strumento e non diventare l’obiettivo.

Prima di pubblicare, la domanda più utile è semplice: se questo contenuto raggiungesse migliaia di persone, sarebbero davvero le persone che vogliamo raggiungere?

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domande frequenti

FAQ: Frequently Asked Questions

Un’azienda B2B può utilizzare i trend online adattandoli al proprio settore, ad esempio per spiegare un tema tecnico, raccontare una situazione comune ai clienti o commentare un cambiamento del mercato. Il tono può essere più leggero del solito senza rinunciare alla competenza che caratterizza il brand.

Sì. I trend sui social media possono aumentare le possibilità che un contenuto venga scoperto anche da persone che non conoscono ancora il brand. Per questo possono essere utili soprattutto nelle attività di brand awareness e nella fase iniziale del percorso di acquisizione.

Sì. La distribuzione dei contenuti sui social non dipende esclusivamente dal numero di follower. Una piccola azienda può sfruttare un trend per raggiungere un pubblico più ampio, soprattutto quando propone un’interpretazione originale o particolarmente interessante per una determinata nicchia.

Sì, soprattutto quando vengono utilizzati con continuità per rafforzare determinate caratteristiche del brand. Un’azienda che interviene regolarmente e con competenza sui temi emergenti del proprio settore può, ad esempio, essere percepita come più aggiornata e attenta all’evoluzione del mercato.

Le due tipologie di contenuto hanno funzioni diverse. I trend possono generare attenzione nel breve periodo, mentre i contenuti evergreen continuano a essere utili e ricercabili nel tempo. Una strategia editoriale equilibrata può utilizzare entrambi, senza dipendere esclusivamente dalle tendenze del momento.

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