Un sito può ricevere un buon numero di visite organiche senza generare richieste di informazioni, telefonate o preventivi. Essere presenti sui motori di ricerca e attirare utenti, infatti, non significa automaticamente riuscire a trasformarli in potenziali clienti.
Quando il traffico c’è ma i contatti non arrivano, è utile analizzare ciò che accade dal momento in cui una persona entra nel sito fino alla possibile richiesta di contatto. Il problema potrebbe dipendere dal tipo di utenti che raggiungono le pagine, dalla chiarezza dei contenuti, dalla navigazione, dalla proposta di valore o da ostacoli apparentemente piccoli, come una call to action poco visibile o un modulo di contatto troppo lungo.
Non tutte le visite hanno lo stesso valore per un’azienda. Un sito può ottenere traffico grazie a ricerche molto generiche, contenuti informativi o parole chiave che attirano persone interessate all’argomento, ma non necessariamente al servizio offerto.
Per esempio, chi cerca una definizione o una guida introduttiva potrebbe trovarsi ancora in una fase iniziale del processo decisionale, mentre chi utilizza termini più specifici tende ad avere un’esigenza già definita e una maggiore propensione al contatto.
Per comprendere la qualità del traffico è necessario osservare quali ricerche, canali e pagine portano gli utenti sul sito. Un elevato numero di accessi accompagnato da tempi di permanenza ridotti o dall’assenza di azioni può indicare che il pubblico intercettato non corrisponde al target commerciale dell’azienda.
Dopo aver cliccato su un risultato di ricerca, l’utente si aspetta di trovare immediatamente una risposta coerente con ciò che ha cercato. Se il contenuto della pagina risulta troppo generico, poco comprensibile o distante dal messaggio visualizzato in precedenza, è probabile che la navigazione venga interrotta.
Nei primi secondi la pagina dovrebbe chiarire quale servizio viene proposto, a chi è rivolto e quale problema permette di affrontare. Titoli vaghi, lunghe introduzioni istituzionali o descrizioni concentrate soltanto sull’azienda possono rendere difficile individuare il vantaggio concreto dell’offerta.
Ogni pagina dovrebbe quindi essere costruita intorno a un’esigenza precisa, utilizzando un linguaggio vicino a quello del pubblico e accompagnando gradualmente la persona verso l’azione successiva.
Anche una pagina efficace può perdere opportunità quando non indica chiaramente come contattare l’azienda. I pulsanti devono essere facilmente riconoscibili e spiegare cosa accadrà dopo il clic, attraverso formule come “Richiedi una consulenza”, “Parla con un esperto” o “Ricevi un preventivo”.
Espressioni generiche come “Invia” o “Scopri di più” possono risultare meno persuasive, soprattutto quando l’utente non comprende quale risposta riceverà o quanto impegno richiederà l’azione.
Anche il modulo di contatto deve essere proporzionato alla richiesta: chiedere numerose informazioni già al primo passaggio può creare attrito e spingere la persona ad abbandonare la pagina. Nome, contatto e una breve descrizione dell’esigenza sono spesso sufficienti per avviare la conversazione, mentre gli altri dati possono essere raccolti successivamente.
Una parte significativa delle persone consulta i siti attraverso lo smartphone, una pagina progettata principalmente per il computer può quindi apparire lenta, difficile da leggere o poco pratica da utilizzare su uno schermo più piccolo.
È importante verificare che i testi abbiano dimensioni adeguate, che i pulsanti siano facilmente selezionabili e che gli elementi non si sovrappongano. Il numero di telefono dovrebbe essere cliccabile, mentre il form deve poter essere compilato senza ingrandire continuamente la schermata o scorrere tra troppi campi.
Anche la velocità di caricamento incide sul risultato: immagini pesanti, componenti non ottimizzati e funzioni superflue possono rallentare la visualizzazione e far perdere l’attenzione prima ancora che l’offerta venga presentata.
Prima di lasciare i propri dati, una persona cerca elementi che confermino l’affidabilità dell’azienda. Testimonianze verificabili, casi studio, certificazioni, partner, progetti realizzati e informazioni di contatto complete aiutano a ridurre l’incertezza e rendono la proposta più credibile.
Questi contenuti devono essere specifici e facilmente consultabili. Una testimonianza accompagnata dal nome dell’azienda e dal risultato ottenuto, per esempio, comunica più valore rispetto a una frase generica e priva di contesto.
È inoltre necessario controllare che ogni conversione venga registrata correttamente. Form compilati, clic sul numero di telefono, richieste inviate tramite e-mail e appuntamenti prenotati dovrebbero essere monitorati attraverso strumenti di analisi configurati in modo adeguato. In assenza di un tracciamento completo, il sito potrebbe generare opportunità che non vengono attribuite alle attività di marketing, rendendo difficile capire quali canali e contenuti stanno realmente funzionando.
Generare più traffico non è sempre la soluzione, in molti casi, i risultati migliori si ottengono intervenendo sul percorso esistente. Un punto di partenza importante è eliminare gli ostacoli rendendo più semplice per l’utente comprendere la proposta e contattare l’azienda.
Glik può analizzare le prestazioni del tuo sito, verificare il percorso di conversione e individuare gli interventi necessari per trasformare le visite in richieste concrete. Contattaci per una consulenza.
Non esiste una soglia valida per tutti. È più utile confrontare visite, richieste ricevute e qualità dei contatti in un periodo significativo, distinguendo le diverse fonti di traffico.
No. Il problema può riguardare anche l’offerta, il prezzo o il target scelto. Il sito è soltanto una parte dell’intero percorso commerciale.
Il primo passo è verificare che il sito riesca a trasformare le visite già presenti in azioni concrete. Più traffico non risolve un percorso poco efficace.
È possibile analizzare dati come tempo di permanenza, profondità di scorrimento, clic, compilazioni interrotte e comportamento sui diversi dispositivi. Queste informazioni aiutano a individuare i punti di maggiore difficoltà.
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