A dicembre 2025, Google ha rilasciato il December 2025 Core Update, un aggiornamento durato 18 giorni (11-29 dicembre) che ha scosso il panorama digitale italiano e globale. Anche se definito “regolare” da Google, nei fatti si è rivelato un cambiamento radicale per molti settori business.
Per le aziende, questo aggiornamento non è una questione puramente tecnica: ha ridefinito cosa Google considera qualità, impattando traffico organico, lead generation e vendite proprio nel momento strategico di fine anno. In un contesto così volatile, avere una strategia digitale solida e integrata diventa fondamentale per mantenere visibilità e autorevolezza online.
Google ha alzato ulteriormente l’asticella dei criteri di valutazione dei siti, introducendo tre elementi chiave che oggi determinano il ranking: prestazioni tecniche, E-E-A-T esteso ed esperienza utente.
Il nuovo core update ha enfatizzato le prestazioni del sito come fattore di ranking. Siti con LCP (Largest Contentful Paint) superiore a 3 secondi hanno subito cali medi del 23% di traffico rispetto ai competitor più veloci. Non si tratta solo di marketing: velocità e affidabilità sono oggi infrastruttura IT critica. Tempi di caricamento elevati, problemi di hosting o codice inefficiente possono tradursi direttamente in perdite di visibilità e opportunità di business.
Il concetto di E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) ora si applica a tutti i settori, non solo a salute e finanza. Anche le schede prodotto B2B, i blog aziendali e le pagine di servizi devono dimostrare competenza tecnica ed esperienza diretta. Contenuti generici, non verificati o generati dall’AI senza revisione umana rischiano di essere ignorati dall’algoritmo.
Metriche legate all’interazione, come tempo di permanenza, scroll depth e bounce rate, hanno un peso crescente. Se l’utente atterra sul sito e abbandona rapidamente, Google interpreta questo comportamento come segnale di bassa qualità, penalizzando il ranking. In altre parole, UX e contenuti di valore devono lavorare insieme per mantenere posizioni di rilievo.
Il December 2025 Core Update ha dimostrato che nessuno è al sicuro: anche domini storici e fortissimi come YouTube, Zalando Italia e Corriere dello Sport hanno subito cali significativi. L’autorità del brand da sola non basta più, se non si risponde in modo efficace alle specifiche query degli utenti.
In controtendenza, piattaforme social come Instagram e Pinterest hanno guadagnato visibilità, mentre YouTube ha perso terreno. Google integra sempre più contenuti social nei risultati, spostando l’equilibrio tra traffico organico tradizionale e contenuti visual.
Nei settori Salute e News, la polarizzazione è evidente: siti altamente autorevoli e specialistici hanno beneficiato, mentre contenuti generici hanno perso posizioni.
Molti temono che l’AI penalizzi la SEO. In realtà, Google non penalizza i contenuti generati dall’AI, a patto che siano utili, verificati e offrano valore reale. Quello che viene colpito sono i contenuti AI di massa, privi di revisione umana e senza approfondimento.
Per le aziende, la lezione è chiara: l’AI è uno strumento di supporto, non un sostituto della strategia di content marketing. L’integrazione intelligente di AI e competenze umane può migliorare velocità di produzione, analisi e personalizzazione dei contenuti senza compromettere ranking e qualità.
Per affrontare il nuovo scenario SEO, le aziende devono adottare un approccio tecnico e strategico integrato:
La SEO nel 2026 non è più una disciplina isolata: richiede server performanti, contenuti di qualità e una strategia user-centric. Gli aggiornamenti di Google come il December 2025 Core Update mostrano quanto sia importante monitorare costantemente le performance e adattare le strategie. Contattaci per scoprire come possiamo supportarti nel migliorare la visibilità e le performance del tuo sito web.
Il Google December 2025 Core Update è un aggiornamento algoritmico globale che ha ricalibrato i criteri di ranking, dando maggiore peso a prestazioni tecniche, qualità dei contenuti, autorevolezza e esperienza utente. Non si tratta di una penalizzazione, ma di una rivalutazione complessiva dei siti.
L’aggiornamento ha innalzato gli standard minimi di qualità, soprattutto su Core Web Vitals, E-E-A-T ed engagement degli utenti. Molti siti non allineati a questi criteri hanno perso visibilità organica, anche se autorevoli.
Secondo le principali analisi SEO italiane, anche domini molto forti come YouTube, Zalando Italia e Corriere dello Sport hanno registrato cali di visibilità. Questo conferma che l’autorità del brand non è sufficiente senza fondamentali tecnici e contenutistici solidi.
Il recupero passa da un audit SEO completo: miglioramento delle performance del sito, aggiornamento reale dei contenuti, rafforzamento dell’E-E-A-T e ottimizzazione dell’esperienza utente. I miglioramenti possono riflettersi anche prima del prossimo Core Update.
No, Google non penalizza i contenuti generati con AI se sono utili, accurati e revisionati. Il Core Update ha invece colpito i contenuti AI generici, ripetitivi e privi di valore aggiunto o supervisione umana.
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